Dove (e come) si mangia a Civita di Bagnoregio

Uno stretto ponte di 300 metri, da fare godendosi il panorama circostante oppure da percorrere tutto d’un fiato (se soffrite di vertigini), rappresenta l’unica quanto suggestiva via per arrivare nel paese.

La ricompensa però, una volta arrivati in cima, è di quelle indimenticabili, ammirando dalla sommità della collina che ospita Civita di Bagnoregio tutto il paesaggio che circonda la “Città che muore”. Avrete il fiatone, mettetelo in preventivo, e probabilmente vi faranno anche male le gambe, in particolar modo se non siete un minimo allenati. Ma è questo il prezzo da “pagare” per visitare uno dei borghi più caratteristici e famosi d’Italia.

Un vero e proprio museo a cielo aperto, insomma, nel cuore di una frazione di alta Tuscia che conserva ancora tratti arcaici e primordiali, con quel ponte che metaforicamente sembra collegare due epoche così distanti eppure così vicine.

Qualche scorcio di questa piccola frazione di Bagnoregio, popolata da una decina di anime, vi sarà forse famigliare: Civita infatti è stata location di film, programmi televisivi e spot pubblicitari, ma viverla direttamente dall’interno ha decisamente tutt’altra suggestione, tutt’altro gusto.

Proprio del gusto, quello più strettamente gastronomico, vi parlo in questo articolo. Perché una volta giunti nella Città che muore non potete limitarvi ad una semplice visita tra vie, viuzze e vicoli che si snodano labirintici in questo borgo. Prendetevi qualche mezzora in più di tempo per recuperare e rifocillarvi in alcuni dei locali che popolano Civita. Tra i molti, qui davvero non manca la scelta dove mangiare (e bere), ne ho selezionati alcuni per voi.

Arco del Gusto: un piccolissimo locale dal quale potete transitare sia per un veloce brunch (a base di taglieri di salumi o formaggi della zona) oppure per un particolare gelato a base di ricotta di pecora. Qui infatti potete gustare una classica coppetta con questo formaggio prodotto da un caseificio della zona, arricchita (consiglio) da una crema a base di nocciole del Monte Cimino (famoso nel viterbese per la produzione di questo frutto secco). Un dolce particolare, inedito, che abbina il sapore della ricotta ad uno speciale topping a base di cioccolato fondente e nocciole del territorio. Da provare.

Dove si trova: Via S. Maria del Cassero

Alma Civita: fermatevi a mangiare in questo ristorante scavato nella pietra. Due piani per un locale intimo che sorge in una piccola via del borgo e nel quale potete trovare piatti ispirati al territorio rivisitati in chiave pop. Per far contento lo stomaco e, perché no, anche l’obiettivo della vostra macchina fotografica.

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Il Benvenuto dello chef

La presentazione dei piatti infatti dona un tocco in più a ricette a base di materie prime della zona: troviamo qui formaggi locali, così come sono locali la maggior parte delle carni e le verdure. Speciale menzione per le salse, ottime quelle a base di fagioli del purgatorio, di borragine e zucca. Proprio quella di fagioli contorna il benvenuto dello chef, a base di un fragrante cestino di pane con all’interno cipolle e zucchine croccanti. Interessanti i primi, menzione per gli agnolotti di bufala accompagnati da un ragù di pere, pecorino e noci in un abbinamento che richiama la più classica delle tradizioni contadine declinata in salsa gourmet.

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Agnolotti di bufala con crema di pecorino, noci e pere

Curioso l’accompagnamento, nella seconda portata, dell’acidità di lamponi e arance con la grassezza del filetto di maiale alla griglia, anche se una citazione d’onore la merita il pollo in porchetta con pancetta croccante. Non larghissima ma precisa la carta dei vini.

Dove si trova: Via della Provvidenza

Dopo pranzo potete dedicarvi alla scoperta di Civita, scattare qualche foto da vero “igers” e ammirare da più prospettive e angolazioni l’ampia vallata sulla quale si staglia questa collina formata prevalentemente da rocce argillose, tufacee e vulcaniche. Per approfondire la storia millenaria di Civita visitate il museo dedicato, poi come ultimo momento di relax concedetevi qualche minuto in un wine bar.

Ve ne segnalo due, entrambi con vini prevalentemente del territorio, provenienti per lo più dalla vicina Umbria, dalla non distante Toscana e, ovviamente, dal Lazio (in particolar modo dalla zona di Montefiascone, famosa per il suo Est! Est!! Est!!!). Il Wine Bar D’Andrea (con una caratteristica saletta scavata nella roccia, al piano inferiore) e La Piazzetta, locale che si trova appena superata l’entrata di Civita.

Un piccolo tour gastronomico al termine del quale possiamo dire che la Città che muore, a tavola, è più viva che mai.

Foto a cura di Officina Visiva

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