Libri sulla cucina: le letture consigliate durante la quarantena. Parte 2

Dopo i primi libri che vi ho presentato la scorsa settimana, proseguiamo con i consigli letterari a stampo gastronomico per passare al meglio questo periodo di isolamento. Tutti i testi sono acquistabili online.

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The devil in the kitchen. La vita di Marco Pierre White – Marco Pierre White

Marco Pierre White – maestro dei più noti cuochi del mondo fra cui Gordon Ramsay, Heston Blumen-thal, Mario Batali – è stato per la cucina una figura unica: punto di rottura, rivoluzione, genialità. Nella sua autobiografia racconta la sua vita dai difficili anni dell’infanzia (ha perso la madre a soli 6 anni) all’adolescenza passata a Londra (dove si trasferì a 16 anni per diventare un grande chef), dagli anni del successo planetario al ritiro avvenuto al culmine della carriera. Pierre White catapulta il lettore in un turbine di episodi, emozioni, pensieri, sensazioni attraverso cui non solo racconta la sua vita di uomo e di cuoco, ma descrive anche dettagliatamente la sua filosofia della cucina, il metodo creativo che dava vita ai suoi piatti, l’organizzazione rigorosissima della sua brigata, la sua visione del cibo, della ristorazione, dei clienti, degli chef.

L’identità italiana in cucina – Massimo Montanari

Se per “cucina italiana” vogliamo intendere un modello unitario, codificato in regole precise, è abbastanza evidente che essa non è mai esistita e non esiste tuttora. Se però la pensiamo come “rete” di saperi e di pratiche, come reciproca conoscenza diffusa di prodotti e ricette provenienti da città e regioni diverse, è evidente che uno stile culinario “italiano” esiste fin dal Medioevo, soprattutto negli ambienti cittadini che concentrano e rielaborano la cultura alimentare delle campagne, e al tempo stesso la mettono in circolazione, attraverso il gioco dei mercati e i movimenti di uomini, merci, libri. Si forma così un sentimento “italiano“, un’identità non teorica né utopistica, ma concreta e quotidiana, fatta di sapori, di prodotti, di gusti. L’unità politica del paese non fa che accelerare questo processo, allargandolo progressivamente a fasce più ampie della popolazione.

Cibo e libertà – Carlo Petrini

Carlo Petrini, prendendo spunto da eventi accaduti nella sua vita di gastronomo, e di presidente e fondatore di Slow Food, raccontando viaggi e avventure anche rocambolesche, ci narra la storia di questa liberazione, partita da un contesto locale per farsi via via globale. Una liberazione che passa attraverso l’energia che sa sprigionare la forza creativa della diversità, che va rispettata e valorizzata in tutte le sue sfaccettature (diversità umana, biologica, culturale, scientifica). Un’energia che va incanalata nelle maglie di una rete libera, virtuale ma anche reale, che consenta di stringere nuove alleanze per riuscire a cambiare per sempre la faccia a un sistema mondiale del cibo che, allo stato attuale, non ci garantisce un futuro felice. Per questo la gastronomia da liberata diventa elemento ”di liberazione”: per tutti quei popoli, del Nord e del Sud del mondo, che rivendicano la propria sovranità alimentare a partire dalla propria cultura e da ciò che hanno da offrire i luoghi che abitano.

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