“Valorizzazione del territorio e olio di qualità” parola di Pierluigi Presciuttini

Ampi gesti con le braccia a accompagnare le parole, entusiasmo contagioso e una passione, quella per l’olio, che Pierluigi Presciuttini trasmette quando ci racconta il suo prodotto. A Montefiascone, in provincia di Viterbo, a pochi chilometri da uno dei laghi più grandi del centro Italia il Frantoio Presciuttini valorizza, trasforma e converte le olive che Pierluigi ha recuperato dai campi abbandonati del territorio della Tuscia.

Sì, perché la storia che il produttore viterbese ci racconta parla di valorizzazione del territorio, recupero di uliveti abbandonati e presi in gestione (in modo da diventare proprietario dei soli frutti) e produzione di un olio che rispetti le caratteristiche della zona, riproponendo aromi e sapori tipici della Tuscia viterbese. “Vendendo una sola bottiglia di olio, riesco a recuperare un albero. È questo il messaggio che vorrei trasmettere alla gente” ci dice.

Il mio obiettivo è crescere e produrre un olio di qualità facendolo riconoscere e apprezzare il più possibile. So però che l’olio migliore sarà sempre quello che devo ancora fare…” ci racconta.

Una passione dilagante quella di Pierluigi che, negli ultimi tre anni, ha riconvertito il suo frantoio dal metodo tradizionale (che prevedeva la classica macina in pietra) ad un sistema innovativo e moderno. “Lo faccio per garantire la giusta qualità dell’olio, puntando su un prodotto che possa essere migliore di anno in anno a discapito della “resa” dello stesso. Poco importa se avrò meno quantità“.

L’olio “di Notte” è prodotto dalla raccolta notturna delle olive. Le olive, 100% caninese, vengono così preservate da fattori come calore e luce solare che possono altrimenti pregiudicare la qualità finale, salvaguardando aromi e sapori.

In pieno credo slow food si punta sulla qualità del prodotto finale. La missione è mantenere fedeli le proprietà dell’olio, con le caratteristiche peculiari delle olive (caninese e leccino su tutte, ma anche frantoio, carboncella e muraiolo) che devono rimanere inalterate durante tutto il processo, dando vita ad un prodotto finale che convinca e conquisti il cliente.

Questo, unito al recupero e al reimpiego di campi altrimenti abbandonati, hanno portato Pierluigi a diventare uno degli ambasciatori food del territorio viterbese.

Lo scorso weekend Pierluigi ci ha aperto le porte del suo frantoio, di seguito le immagini scattate da Officina Visiva:

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